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Capillare
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top
I mwbwcapillari sono mwcavasi sanguigni posti tra l'estremo terminale di un'mwcqarteria e quello distale di una mwcgvena (escluso nelle mwcwreti mirabili). I capillari sono i più piccoli vasi sanguigni e mwdalinfatici, e fanno parte del sistema della mwdqmicrocircolazione sanguigna. Misurano dai 5 ai 10 mwdgmicrometri (μm), e sono composti da un unico strato di cellule mwdwendoteliali, caratteristiche che consentono loro di effettuare gli scambi gassosi e di nutrienti tra il mweasangue e i mweqtessuti.cite-ref-1[1] I capillari linfatici si connettono ai vasi linfatici più grandi per drenare la mwfglinfa raccolta nel microcircolo.

Durante le prime fasi di mwgasviluppo embrionalecite-ref-2[2] i nuovi capillari vengono formati attraverso la mwhqvasculogenesi, il processo di formazione dei vasi sanguigni che avviene attraverso la produzione di mwhgcellule endoteliali che poi andranno a formare i tubi vascolari.cite-ref-3[3] Il termine mwiwangiogenesi indica la formazione di nuovi capillari sanguigni da vasi preesistenti.cite-ref-4[4]

Contents

Storia
Tipi
Note

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Storia

Contrariamente a quanto creduto nel passato, mwkwWilliam Harvey non fu il primo ad osservare i capillari in un preparato biologico. Tuttavia teorizzò la necessità di una comunicazione tra il sistema vascolare arterioso e quello venoso, introducendo il concetto di "circolazione".cite-ref-5[5] Tracce di questa credenza sono riscontrabili nelle opere di mwmaCartesio:

«Ma se si chiede perché il sangue delle vene non si esaurisca passando così di continuo nel cuore, e perché le arterie non se ne riempiano troppo dal momento che tutto quello che passa dal cuore ci va a sfociar si riversa in esse, mi basta rispondere con quel che ha già scritto un

medico inglese

, cui va lodato per avere rotto il ghiaccio su questo punto, e per essere stato il primo a insegnare che ci sono alle estremità delle arterie molti piccoli passaggi attraverso i quali il sangue che ricevono dal cuore penetra nelle piccole ramificazioni delle vene, e di qui torna di nuovo al cuore, di modo che il suo corso non è altro che una circolazione perpetua.»

(René Descartes, Discorso del metodo)

Fu mwmwMarcello Malpighi il primo a documentare la presenza di capillari, nel 1661, servendosi di un preparato di polmoni di rana. Egli osservò che il sangue arterioso si riversava nel torrente venoso per mezzo di sottilissimi vasi, simili a capelli.cite-ref-6[6] Egli decise così di chiamarli capillari, dal latino mwoacapillaris (dei capelli, per i capelli).cite-ref-7[7]

Struttura

Il sangue scorre dal mwpwcuore attraverso le mwqaarterie che si restringono e ramificano in mwqqarteriole, che a loro volta si diramano ulteriormente nei capillari, dove avvengono i trasferimenti di nutrienti e rifiuti. I capillari si uniscono e si allargano per diventare mwqgvenule, che a loro volta convergono nelle mwqwvene, che riportano il sangue nel cuore attraverso le grandi vene. Le pareti dei capillari non hanno fibre muscolari, ma sono costituite da un mwrasingolo strato di cellule endoteliali, piatte, che poggiano sulla mwrqmembrana basale. L'insieme dei capillari forma il mwrgletto capillare, un fitto intreccio di microvasi che ricoprono gli mwrworgani e i mwsatessuti.

Il capillare è capace di nutrire tessuto per un raggio di 1mm. Tanto più una cellula o un tessuto è mwsgmetabolicamente attivo, più saranno presenti capillari a fornire nutrienti e portare via i prodotti di scarto. Il numero di capillari in un tessuto dipende anche dalla massa del tessuto stesso. È questo particolare che impedisce o permette lo sviluppo di un mwswtumore. Se il tumore ha capacità mwtaangiogenetiche, cioè produce fattori di crescita per l'mwtqendotelio, avrà quindi possibilità di aumentare di volume. Nel mwtgcuore, invece, all'aumento di massa dovuto all'esercizio fisico (o a patologie come ad esempio la stenosi aortica), non corrisponde un parallelo aumento della vascolarizzazione. Ciò rende il cuore mwtwipertrofico molto suscettibile all'mwuaischemia.

Il calibro dei capillari (anche 5 mwugµm) è di poco inferiore a quello del singolo mwuweritrocita (6-8 µm). I mwvaglobuli rossi quindi passano uno alla volta e vengono deformati. Ad alte velocità procedono separati, mentre a basse velocità tendono ad avvicinarsi formando dei lunghi tratti solo di mwvqeritrociti (detti rouleaux) e lunghi tratti solo con mwvgplasma. Il plasma tra due mwvwemazie procede a una velocità doppia rispetto al globulo rosso, poiché la sua mwwaviscosità è inferiore: questo causa mwwqmoti convettivi nelle porzioni di plasma posti tra due eritrociti. Il tutto facilita gli scambi di Omwwg2 e soluti tra il capillare e il tessuto. Tali scambi dipendono essenzialmente da due fattori: la pressione idrostatica e la differenza in pressione osmotica tra plasma e liquido interstiziale. La pressione idrostatica è alta all'estremità arteriosa del capillare e decresce man mano che ci si sposta verso l'estremità venosa ed è superiore a quella del liquido interstiziale. La pressione osmotica del plasma è maggiore di quella del liquido interstiziale, per cui l'acqua tende a venir richiamata verso il plasma. All'estremità arteriosa del capillare l'acqua, sotto la spinta della pressione idrostatica, esce dal capillare; all'estremità venosa prevale invece la pressione osmotica, per cui l'acqua viene richiamata verso l'interno del capillare.

I capillari linfatici hanno diametro maggiore rispetto ai capillari sanguigni, e sono dotati di estremità chiuse. Tale struttura permette al mwxaliquido interstiziale di fluire solo verso l'interno e non all'esterno. I capillari linfatici hanno una maggiore mwxqpressione oncotica interna dei capillari sanguigni, a causa della maggiore concentrazione di mwxgproteine plasmatiche nella linfa.cite-ref-8[8]

Tipi

È possibile classificare i capillari a seconda della loro struttura:

Continui

I capillari continui presentano cellule endoteliali connesse l'una all'altra e una lamina basale continua. Sono presenti nei muscoli, nel tessuto nervoso, nel connettivo.cite-ref-0-9-0[9]

Fenestrati

L'endotelio dei capillari fenestrati presenta dei pori (50-100 mwcqnm di diametro) che permettono scambi rapidi tra i capillari e i tessuti circostanti.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11] Questa tipologia di capillari ha la lamina basale continua e si trova principalmente nelle mwegghiandole endocrine (eccetto che in ipofisi e surrene che hanno capillari sinusoidi - Trattato di ANATOMIA UMANA sistematica e funzionale, volume 2, di G.ANASTASI et al., 2020 Edi.Ermes, Milano), nel mwewglomerulo renale, nell'mwfaintestino e nel mwfqpancreas.cite-ref-0-9-1[9]

Sinusoidi

Le cellule epiteliali dei sinusoidi sono separate da ampi spazi (30-40 micron di diametro) e anche la lamina basale presenta discontinuità, a differenza della lamina basale dei capillari fenestrati.cite-ref-0-9-2[9] Questo tipo di vasi consentono ai globuli rossi e globuli bianchi (7,5 micron - 25 micron di diametro) e alle proteine del siero di passare, grazie anche alla membrana basale discontinua. Questi capillari mancano vescicole pinocitotiche, e quindi utilizzano le lacune presenti nelle giunzioni cellulari per consentire il trasferimento di sostanze tra le cellule endoteliali, e quindi attraverso la membrana.. Si trovano principalmente nel mwjqfegato, midollo osseo, nella milza e in altri organi linfatici; tra le ghiandole endocrine in mwjgipofisi (sia adenoipofisi che neuroipofisi) e mwjwsurrene (Trattato di ANATOMIA Umana sistematica e funzionale - volume 2, di G. Anastasi et al., 2020 Edi.Ermes s.r.l.,Milano). Questa tipologia di vasi fa parte del sistema reticolo endoteliale.cite-ref-0-9-3[9]

Funzione

La parete capillare consente ai nutrienti e sostanze di scarto di passare attraverso di essa. Molecole con diametro maggiore di 3 nm come l'mwlgalbumina e altre proteine di grandi dimensioni si spostano mediante trasporto transcellulare all'interno di mwlwvescicole, un processo che richiede il passaggio attraverso le cellule che formano la parete. Molecole più piccole di 3 nm come acqua, ioni e gas attraversano la parete capillare attraverso lo spazio tra le celle in un processo noto come trasporto paracellulare.cite-ref-12[12] Questi meccanismi di trasporto consentono uno scambio bidirezionale di sostanze a seconda dei gradienti mwnaosmotici e viene quantificato tramite l'mwnqequazione Starling.cite-ref-13[13]

Note

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itcapillare, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.